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Questo tratto dell'Alta Via costeggia (oppure attraversa) il Gruppo del Tiàrfin, che è compreso fra l'altipiano di Razzo e il Passo della Mauria e fra la Forcella Losco e la Forcella di Tragonia; e pertanto fra il Piave e il Tagliamento. L 'itinerario, piuttosto lungo ma non eccessivamente faticoso, è quanto mai suggestivo per la riposante bellezza dell'ambiente che attraversa, alti pascoli e prati ameni e boschi severi, e per la visione panoramica vasta e cangiante. Sono previste alcune varianti, fra le quali un'alpinistica, che, senza essere impegnativa, dà tuttavia la sensazione dell'alta montagna nella sua più solitaria asprezza. Il Gruppo del Tiàrfin è formato da tre cime di modesta altitudine: il Crodon del Tiàrfin, 2413 m, verso mezzogiorno, punto culminante di una lunga cresta dentata che si sviluppa da est a ovest; il Tudaio di Razzo, 2285 m, verso settentrione, pure costituito da una cresta con direzione pressappoco uguale alla precedente; il Monte Piova, 2310 m, verso ponente, unito al Tudaio mediante una larga insellatura prativa, la Forcella Pio- va, 2310 m. A lor volta le due creste del Tudaio e del Tiàrfin, si saldano verso oriente presentando soltanto una frattura divisoria appena marcata (Forcella del Tiàrfin, 2250 m circa) , mentre verso sud ovest si aprono sulla valle che degrada verso l'Alpe Tartoi, dando così al gruppo la confor- mazione di un ampio circo molto allungato e pieno di sfasciumi; Le cime del gruppo sono costituite da calcari dolo- mitici del Trias Medio e Medio Superiore, però molto friabili. Queste masse dolomitiche poggiano su terreni vari: paleozoici (filladi e arenarie del Permiano) verso la Valle del Piova e Razzo, arenarie rosse del Trias inferiore verso l'insellatura di Tragonia, arenarie e calcari marnosi e marne gessifere verso la Mauria. L 'azione glaciale ha anche influito sul modellamento del gruppo mediante l'apporto di materiale depositato dal ghiacciaio del Piave a Razzo ove trasfluiva nel bacino del Lumiei, e alla Mauria ove si inseriva nel ghiacciaio del Tagliamento. Questo basamento di rocce antiche e i depositi recenti hanno formato terreni molto fertili, verdeggianti di pascoli e prati e di grandi boschi (soprattutto verso il Piova). Tutte tre le cime (e naturalmente le minori) furon certamente salite da gran tempo da parte di pastori e cacciatori di Forni, e forse anche cadorini. Più recentemente da mappatori ignoti. Il Crodon di Tiàrfin fu asceso, pare nel 1889, da un valligiano di Sauris, per incarico di ufficiali topografi. La prima ascensione conosciuta è quella di E. Pico e O. Luzzatto che nell'agosto del 1882 raggiunsero però soltanto una cima secondaria. La cima principale fu raggiunta soltanto nel 1895, il 19 luglio, da Ferrucci e Luzzatto, con le guide De Santa e D' Andrea, dal nord, partendo dalla Busa di Tiàrfin. La cresta est fu percorsa fino alla vetta da J. Pock nel 1896, dopo due tentativi nel 1893 e 1894, e dopo che la guida V. Polentarutti di Sauris che lo accompagnava, l'ebbe vinta da solo. Dalla vetta i due proseguirono poi per la cresta sud fino alla cima della Croda di Puntioi. Pock esplorò tutto il gruppo con lo stesso Polentarutti, passando per la forcella del Tiàrfin. Il 18 settembre 1894, compiva la prima turistica al Tudaio di Razzo e al Monte Piova.
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