|
|
|
STORIA DEL RIFUGIO GIAF
Dove adesso sorge la
cappella votiva, c’era una malga utilizzata dai pastori di Forni,
Iginio Coradazzi detto “Bianchi”, forte conoscitore ed
alpinista
della zona, pensò di costruire un ricovero per tutti gli appassionati di
montagna.
Fu così che nel 1938 grazie all’impegno lungimirante dell’amministrazione comunale, sindaco Anselmo Perisutti, ed alla partecipazione di molti fornesi, iniziarono i lavori di costruzione del Rifugio Giaf nel pianoro superiore alla cappella, sua attuale ubicazione.
Il rifugio ultimato venne custodito saltuariamente e durante la guerra, fu occupato per un periodo dai cosacchi. Finalmente il 27 Luglio 1947 il rifugio viene inaugurato con il suo primo gestore: Iginio “Bianchi” Coradazzi.
1947 al 1954: Durante la
sua gestione “Bianchi” sviluppò la palestra di roccia Zamolo svago nei giorni di
riposo o di cattivo tempo per gli ospiti del rifugio.

Il “27 Agosto 1950! Inaugurazione della cappelletta votiva eretta in memoria degli alpini fornesi caduti in guerra e dedicata con benedizione solenne alla Madonna delle rocce esattamente tre anni ed un mese dopo l’apertura del rifugio. Bianchi il bravo alpino, Bianchi la guida paziente e sicura della montagna, costruttore tenace della cappellina che uscì dalle mani callose fresca e bella come un fiore dalla corolla”, così recita l’articolo apparso sul numero speciale de “La Voce Fornese” del Natale 1950.
A partire da Bianchi un
susseguirsi di date e nomi segna la storia del Giaf Rifugio CAI della SAF, e dal 1980 CAI
Sezione di Forni di Sopra, insieme a tutti i lavori di manutenzione sempre a
cura del Comune di Forni di Sopra proprietario dell’immobile.
Bianchi dunque abiterà in Giaf con la sua famiglia fino alla sua scomparsa nel 1952 (le sue ultime parole sono state “datemi il sacco e la piccozza”), quindi resteranno la moglie Rina Schiaulini ed il figlio Lino Coradazzi fino al 1954.
1955: L’alpinista Mario Micoli
1956: Angelo Ferigo detto “Bic”, e Giulio Schiaulini detto “Gui”.
1957 al 1969: Luigi
Galiussi detto “Biondo” che con la moglie Elisabetta e l’aiuto della Rina vedova
Bianchi gestì
il rifugio per dodici anni. Nel 1969 il salone e la cucina vengono ampliati e
viene costruito un bagno.
1970 al 1972: La Guida Alpina Ugo Coradazzi, figlio di Bianchi vi rimarrà fino alla sua morte prematura.
1973 al 1977: Anita Cella con la sua famiglia.
1978 al 1979: Giglio Ticò detto “Camicia” e suo fratello Arturo.
1980 al 1982: Marco De
Santa detto “Rildi” o “Muri” e Daniele Cedolin detto “Muscis”. Nel 1980 vengono
costruiti due bagni e due docce e viene ampliata la cucina.
1983 al 1996: Rimarrà Marco con la famiglia. Durante i 17 anni ha ideato e tracciato con l’aiuto del locale Corpo Forestale l’Anello di Bianchi. Nel 1990 vengono costruiti i bagni al primo piano, vengono ampliate le camere e viene cambiato il manto di copertura del tetto.
1997
al 2005: Lozza Stefano detto “Profeta” ed Alessandra
Pertuso
con la loro famiglia. Durante la gestione installa e sviluppa la palestra
artificiale di roccia.
In questi anni il Comune di Forni finanzia la centralina. Molti sono gli interventi di finitura, migliramento ed adeguamento del rifugio effettuati durante questa gestione.
2006: la guida Alpina
Oreste Bortolotti con la moglie Barbara Feltrin ed i figli Daniele,Veronica e
Valentino. In questo anno viene ampliato internamente il bar.
2007: dopo dieci anni la gestione del rifugio ritorna alla Famiglia De Santa : Marco, Graziella, Flavio e Roberta.
PERSONAGGI
Sono ben accette correzioni, foto, integrazioni che possano migliorare il sito, contattateci a: info@rifugiogiaf.it